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Domenico Gentili 
in arte Lucifero Sgarbati

presenta 
Le Sue Opere d' Arte Contemporanea

LE VELE
 scultura in granito collocata nella Piazzetta di Baja Sardinia (SS)

"Se tu avessi dovuto vivere con la sola tua arte, saresti diventato un artista big". Cosi mi disse Mario Schifano nel 1988 a Bologna (Italia) , in occasione della presentazione di una sua mostra alla Severiarte in Via d'Azeglio.

Fin da quando iniziai a lavorare, durante le riunioni di lavoro ed i convegni (specialmente quelli noiosi), mi divertivo a fare degli scarabocchi sulla carta, scarabocchi che io regolarmente gettavo nel cestino della carta straccia.

Nel '55 un gruppo di amici mi invitò ad una mostra di quadri di un certo Lucifero Sgarbati, in un paese della bassa emiliana, a San Martino in Rio (RE): quale meraviglia, nel vedere che le opere esposte erano alcuni dei miei schizzi, che i miei amici avevano salvato dalla distruzione, avevano incorniciato e firmato con uno pseudonimo (Lucifero Sgarbati). Dove avevano trovato quel nome? Lucifero, il diavolo,  il contrario di Nostro Signore Iddio, del Dominus, di Domenico; Sgarbati, uomini sgarbati, contrario di uomini gentili, appunto.  Ho iniziato usando questo pseudonimo; ho incominciato a firmare col mio vero nome solo 5 anni fa.

Il mio tracciato compositivo si suddivide in periodi che, dal primo lavoro del '52, vede, fino al '62, un impegno diretto all'esecuzione di dipinti di matrice cubista e primitiva. Schematicamente, passai dal '65 al '69 alle opere definite "Segniche" (composte da figure disegnate con segni, con linee),  quindi dal '67 al '69 ai "Petits Amusements" (disegnini appena schizzati) per passare, dalla fine del '69 al '72 ai "Moduli Aperti (linee non congiungentesi tra di loro); è la volta poi dei "Moduli chiusi" ('72 - '74), delle "Linee parallele" ('74 - '94) e , dal '94 ad oggi, alle "Linee convergenti", sempre linee però.

Ho svolto anche attività incisoria, mentre ho cominciato a scolpire agli inizi degli anni settanta. Per l'esercizio plastico uso materiali diversi: ferro, granito, perspex, legno. Perché uso questi materiali così diversi, io artista geometrico? Perché questi materiali, opportunatamente trattati si possono trasformare in "pezzi" geometrici: fili, sbarre, aste, stecche, mattoncini .........

Fra le opere di grandi dimensioni, una è stata collocata nella Piazzetta di Baja Sardinia (SS); si tratta di un lavoro in granito realizzato nel '91, chiamata "Le Vele" e divenuto, nel tempo, simbolo e punto di riferimento del paese.

Sono nato a Bologna (dove vivo ed opero) un giorno di Natale, pertanto sotto il segno del capricorno e come tale sono un perfezionista, un precisionista; i capricorno sono inoltre persone dotate di una certa fantasia e dinamismo. Nella mia pittura, pertanto, io cerco primieramente la perfezione del segno; mi piace tracciare il segno, la linea, la forma: puliti, netti ed armonici. Vado cercando, inoltre (con un certo motivo grafico) l'equilibrio di un dato insieme in un determinato spazio; motivo grafico composto da linee, da figure di fantasia. A questi segni, a queste figure, cerco (non perdendo mai di vista l'equilibrio, l'armonia e la purezza) di dare il senso del dinamismo, della velocità nello spazio. 

Il colore, poi, per me, è un completamento del segno: serve per completare l'equilibrio della composizione,  per aiutare il movimento e fare maggiormente risaltare la profondità dello spazio.

Domenico Gentili

Le Sue Opere

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Le Sculture

(cliccare sulle immagini per una panoramica delle opere)

 

 
 Presentazione di Franco Basile per la mostra alla Galleria Stefano Forni di Bologna del 18 maggio 2000.
  Nella piazzetta di Baja Sardinia, vicino al mare, si staglia un vascello di granito: è una scultura di Domenico Gentili, le vele sono un disegno rosato su uno scafo sempre in granito. Il vascello è la pietrosa ed elegante traslazione di un calcolo geometrico, uno dei tanti che con il passare degli anni, si sono vestiti di colori.
Quello plastico è un tema che l’artista bolognese ha cominciato a svolgere nel ’73, con l’impiego di materiali diversi: legno, ferro, ottone ed  elaborando le strutture compositive in linea con l’espressione segnica e pittorica. Si è cimentato pure con oggetti di recupero industriale, interni di frigo, cornici di tombini fognari accatastati a molla per realizzare una torre elastica da cui, nei giorni ventosi, si effonde un’estenuante melodia ripetitiva. Ma queste opere rientrano in un ambito abbastanza alieno rispetto alle stesure grafiche che caratterizzano la generalità dei suoi lavori. Il ready made è un altro, piccolo divertimento, una specie di vacanza dada in attesa di riprendere i modelli a lui congeniali. 
Nell’attività plastica Domenico Gentili rivolge da un po’ di anni marcato interesse per il perspex, materiale che pare consentirgli un più diretto rapporto non solo con il mondo della geometria, ma anche  un valido incontro tra forma e informe, lo sviluppo cioè di un’idea costruttiva che la lucentezza della sostanza evidenzia in plurimi segmenti spaziali. Ora rappresenta il moto modellando traiettorie e rotazioni dei tratti materici, ora dà valore a combinazioni serpentine di concettualità astratta. Il momento del perspex è concomitante ai postulati pittorici denominati Linee parallele,  linee che via via si sono fatte convergenti, fino alle attuali configurazioni dove i segni si irradiano da un nucleo sospeso come un sole appena pigmentato, o si dipartono nell’indeterminatezza di un’isola vagheggiata al di là di ogni consumata Ragione.
   
Mostre principali 
1971           Modena, galleria d’Arte Moderna    
1971           Porretta Terme (Bo), Circolo Artistico
1971          Reggio Emilia, Galleria d'Arte "Al Voltone"
1971          Baja Sardinia (SS), Galleria del Caminetto   
1972          Bologna, Museo Civico (collettiva)

1972          Genova, Palazzo Doria (collettiva)
1972          Madrid, Istituto della Cultura dell'Ambasciata d'Italia
1972          Saragozza, Municipio della Città  
1972          Firenze, Premio Brunellesco
   
1973          Pontecchio Marconi (Bo), Chalet delle Rose
   
1974          Milano, Galleria Pietra
   
1974          Baja Sardinia (SS), Galleria del Caminetto
   
1979          Bologna, Palazzo Re Enzo (collettiva)
 
1988          Zavattarello (Pv), Biblioteca Comunale
 
1989          Pavia, Galleria d’Arte Moderna
 
1990            Castello di Panzano (Mo), "XX secolo - Arte e Tecnica"  mostra degli scultori; Amodei, Battaglia, Benassi, Biolchini, Conti, Martani, Sgarbati.
  1994            Bologna, Galleria Cavour
  1998            Bologna, Futur Show
  2000            Bologna, Galleria Stefano Forni 
  2000            Bologna, Futur Show   
 
Hanno scritto  di lui:
Claudio Altarocca
  Franco Basile
  Daniela Bellotti
  Luciano Bertacchini
  Umberto Borghi
  Claudio Camola
  Lino Cavallari
  Giorgio Cortenova
  Nicola Dallari
  Romana Jotti
  Giuseppe Marchiori
  Claudia Pierallini
  Renato Roveri
  Giorgio Ruggeri
  Paolo Zauli
   
Recensioni
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